Le
origini del borgo si perdono nel tempo medievale. Il primo documento storico
certo tutt'ora esistente, risale infatti al 1093, anno in cui il Conte Ruggiero
il normanno, assegnò al certosino San Bruno per la vita eremitica, un pezzo di
territorio nel selvoso pianoro meridionale sopra citato, ampliato con una lega
intorno. Spadola allora era l'unico nucleo abitato dell'intero altopiano; la
sommità della collina infatti, sulla quale venne inalberata intorno al 500 d.C.,
la Croce di Gesù, protendeva fin dai tempi dei colonizzatori, un'ara ed il culto
dedicati alla dea Minerva. Anche la sua denominazione ha origine
antichissima; ed è molto probabile derivi dal latino "ex palude" poichè il fiume
Ancinale, sfociando allora in questo pianoro con acque più copiose, andava a
sbattere contro la parte rocciosa a Sud della collina, raggirandola quasi
completamente; e la corrente così smorzata, rendeva padulose le terre intorno,
lasciando isolata e sicura da pericoli la sola collina. Nel 1806 il Re,
Giocchino Murat, emanò lo sciagurato ordine col quale, tra le altre Comunità
religiose, venne soppressa anche la "Prelatura Nullius" della Certosa di Serra.
Spadola allora, uscendo da quella giurisdizione concessa otto secoli prima
dal Conte Ruggero, divenne Università; e fu annessa
per la parte spirituale alla Diocesi di Gerace. Nel 1852 la diocesi di
Squillace vinse la causa di rivendicazione contro Gerace.
|
 |